Riporto il contenuto di una mail che ho ricevuto in questi giorni dalla Retina dei GAS della Brianza che impone un attimo di riflessione sia da parte dei credenti che non credenti. Giulio
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Sono
tempi difficili che richiedono passione, maggiore capacità, più coraggio, azioni virtuose, ma soprattutto costanza e perseveranza nell’ascoltare e
nell’accompagnare chi vive il disagio.
Da qualche anno, Caritas e san Vincenzo
avevano lanciato l’allarme di un possibile aggravamento delle condizioni
sociali e materiali. Purtroppo, come possiamo constatare, la situazione non è
certo migliorata: crescono le disuguaglianze sociali e questa divario è la più
grande preoccupazione di chi opera nel mondo sociale e della carità. Sappiamo
infatti che proprio la disuguaglianza sociale e di reddito rappresenta
una delle cause fondamentali della crisi finanziaria e industriale del mondo
globalizzato.
La nostra società difficilmente potrà mantenere e replicare il benessere
materiale conquistato dai nostri padri. I nostri giorni, per molte
persone, non sono incoraggianti: sempre più avvertiamo di essere
entrati nella fase discendente, verso livelli e stili di vita ben lontani da
quelli di qualche decennio fa. Inoltre vediamo che la solidarietà “non
sfonda”, forse non siamo sufficientemente attrezzati, sia culturalmente sia
spiritualmente, per affrontare adeguatamente la situazione.
Oggi i volontari e gli operatori della carità rilanciano l’invito alla solidarietà, quella vera, meditata e realizzata con
progetti virtuosi e non meramente assistenziale. Inoltre non sfuggono le
difficoltà, le resistenze, e la poca convinzione nel preferire il “farsi
prossimo” . Quello del “farsi prossimo” è un appello ancora attuale
anzitutto rivolto alle comunità cristiane e a tutta la cittadinanza.
Caritas Monza